02 Marzo 2010

Ecco il nuovo blog

 
07 Febbraio 2009

M'illumino di meno!


Queste sono due varianti dello stesso volantino che ho creato per l'evento "M'illumino di meno" che si svolgerà il 13 Febbraio al punto giovani di Gorizia. Vi aspettiamo!

 
05 Gennaio 2009

Lacrime ghiacciate

 



Lacrime Ghiacciate


Lascia che io mi perda nei tuoi sguardi dimenticati, 
nei ricordi, o nei pensieri mai sfiorati, 
o che ripensi ai momenti sospirati 
quando la notte ci trovava abbracciati. 

Non c'è nulla di più bello di un amore nato d'inverno, 
come una danza di foglie che rivive in eterno. 

In uno sguardo che è una promessa, 
di una vita non fine a se stessa. 

Come lacrime ghiacciate su una tomba di sospiri, 
neve distratta copre il mio corpo, 
sussurra pensieri, 
a chi forse è già morto. 

E forse a quegli occhi potrei ritornare, 
se questo inverno non fosse il finale.

Tags: lac
 
30 Novembre 2008

Intermezzo

L'Open Circus
Ossia come disegnare una tavola in un giorno e fare una figuraccia in un "confessionale"


Ciao a tutti, mi scuso con voi se ultimamente sono stato così assente dal mio e dai vostri blog, le cause sono state il lavoro e la preparazione dell'Open Circus, che mi hanno tenuto molto occupato.
Cos'è l'Open Circus dite? Ma come, non lo sapete? L'open circus è un evento che si è svolto ieri al punto giovani di Gorizia; l'evento trattava dell'arte e delle arti in genere e per farvi un breve riassunto, se non sbaglio erano rappresentati: La musica, la filmica, la pittura, la fotografia, il disegno fumettistico, la 3d art e non solo... non starò qui a farvi una lista di ciò che c'era, cercherò però di descrivervi in parte l'anima dell'evento così come l’ho vissuta io quando sono entrato al punto giovani, ieri mattina alle nove.

Entrando dalla porta principale, si rimane già un attimo spiazzati dalle lucette "natalizie" che sono state intrecciate sul percorso delle scale a regola d'arte. Salendo le scale, si arriva ad un bivio, a sinistra si trova una sala dove un gruppo di ragazzi fanno le prove per il concerto che deve avvenire la sera, a destra invece ci sono una sala dove giocare a ping pong, la stanza del gruppo di fotografia, una che verrà poi utilizzata dal gruppo di Teatro ed un paio dedicate ai corsi di fumetto rispettivamente di Gorizia e Monfalcone.

Al piano superiore possiamo trovare la sala cinema, occupata da un gruppo che creava degli effetti 3d da filmati fatti sul momento, e... ta-daaan: il confessionale, ossia un cesso con le pareti annerite, in cui sono stati inseriti una lampada ed una telecamera. I filmati fatti nel confessionale finiscono direttamente on streaming, sulla tv che sta dall'altra parte dello stesso piano.
Ovviamente anch’io ho visitato il confessionale, obbligato ed accompagnato dalla Noemi, ed entrambi da quanto mi hanno detto abbiamo fatto morir dal ridere le persone che ci guardavano dall’altra sala …

Scusate per la descrizione un po' sommaria, ma escludendo le sale di musica, quella di teatro ed il confessionale, tutte le altre stanze le ho viste di sfuggita, giacché sono sempre dovuto rimanere al mio posto giù nella sala del corso di fumetto di Gorizia. Io e l'altro compagno di corso (in realtà al corso partecipiamo in 3, per ora, ma eravamo solo in due la mattina alle 9:00) chiamato anche "Cappello" per la sua mania di portare sempre dei cappelli, abbiamo subito decorato la nostra stanza con illustrazioni, fumetti e bozze personali, nonché con varie copie dei primi due "Bianconigli" (che sono le nostre riviste a fumetti del corso) e la copia "Aspettando il bianconiglio" realizzata da me e Cappello e devo dire che la storia di questa pubblicazione merita di essere narrata.
Arrivati a stampare in pochi giorni svariate copie del Bianconiglio, io e cappello abbiamo deciso all'ultimo minuto di editare una piccola pubblicazione di 8 facciate per colmare quel vuoto che sta tra il 2 bianconiglio ed il 3 in uscita a breve.

"Aspettando il bianconiglio" è stato realizzato e stampato in un paio di giorni di lavoro, (giorno e notte) da sole due persone (su tre che dovevamo essere) con la speranza di creare qualcosa di buono, la scelta delle immagini, la scrittura dei testi, l’impaginazione ed infine la stampa (di circa ventiquattro pezzi copiati con la fotocopiatrice, che immancabilmente era a corto di toner …) ci hanno consumati fino allo stremo, ma non sapete quant’è stata grande la soddisfazione di vedere poi letta l’anteprima.

Appena il sito del corso di fumetto sarà pronto, potrete vedere una copia scannerizzata del lavoro, se invece non volete aspettare, passate pure al punto giovani uno di questi giovedì dalle 17:'00 alle 20:00 e ne riceverete una copia direttamente dalle nostre mani e questo ovviamente vale anche per i bianconigli.
Molto belli anche i fumetti e i disegni di M. Gigante e dei suoi allievi del corso di fumetto di Monfalcone, che ringraziamo per i consigli che ci hanno dato e per le informazioni che ci siamo scambiati. Facciamo i complimenti anche al gruppo di Teatro che ha svolto un magnifico lavoro e che ho trovato molto coordinato e allenato sia nei movimenti che nelle performance in generale.

Per concludere e non ammorbarvi troppo, l'open circus, esclusa la bassa presenza iniziale, è stato un vero e proprio successo, per cui abbiamo lavorato sodo e che ha dato i suoi frutti, e per questo io ringrazio Francesca e Luca del punto giovani per aver sopportato me e cappello e le nostre richieste di materiale, e in generale loro e tutti gli operatori del punto giovani, per aver organizzato così professionalmente uno splendido evento, che ci ha coinvolto ed emozionato, grazie!

Ah, un ultimo appunto, ieri avevo fatto una scommessa con me stesso, che era anche un modo per intrattenere il pubblico: riuscire ad inventare una storia e a disegnarla ed inchiostrarla in una giornata, dalle 11:00 alle 18:00...
Ok! C'è l'ho fatta, i risultati non sono il massimo, ma ve la posto lo stesso, anche perché ne sono comunque soddisfatto!


P.s.:Scusate se non è il massimo, ricordate però che è stato realizzato in una giornata, e che nel tempo in cui lo stavo realizzando, ho dovuto anche presentare il corso di fumetto a fotografi, giornalisti e turisti vari, e che ho provato a visitare le altre sale nel frattempo, cercando pure di mangiare qualche pasticcino qua e la, in modo da non svenire a metà...

 
01 Novembre 2008

Analisi sui rapporti interpersonali parte 1

IL PRINCIPIO DELLA NON CONOSCENZA

L'autoconvinzione che ci impedisce la completa realizzazione
dei rapporti interpersonali.


 



Come sappiamo, o come siamo convinti di sapere, non ci è possibile conoscere completamente il nostro prossimo e tantomeno, secondo molti, possiamo comprendere del tutto noi stessi. Vi siete mai chiesti però, se proviamo veramente a capire gli altri e noi stessi?


Ed inoltre, noi vogliamo davvero capire l’altrui pensiero? Capirlo per accettarlo, o capirlo per poterlo bollare come sbagliato? Perché spesso si parla di rispetto e
questa parola è oramai un insieme di lettere che ha perso totalmente il suo valore, tanto da essere diventato una parola vuota quanto un involucro di plastica da cui è fuoriuscito il contenuto.

Perché la vera domanda non è nessuna delle precedenti, la vera domanda è:

Chi ha svuotato il nostro involucro e l'ha imbottito di Bugie, come se fossimo dei fantocci impagliati?

Non pretendo di conoscere la risposta a questa domanda, vi invito solo a rifletterci sopra.

A questo punto, ne sono certo, molti fra voi diranno:
-"Facile così, prima ci metti la pulce nell'orecchio e poi ci neghi l'antiparassitario così da portarci alla condizione pietosa in cui ci gratteremo fino ad irritare la superficie del nostro essere"-
Ed, infatti, è proprio questo che voglio. Se io vi dessi una risposta, una qualsiasi, questa non potrebbe essere vera per tutti, poiché la realtà per come la vedo io, è distorta rispetto alla chimera che viene chiamata "realtà effettiva".


 Non pensate per questo di essere esenti da ciò che ho detto sul mio conto, anche la vostra è una realtà distorta. Nessuno di noi vede la realtà per come è, poiché questa in vero è un uovo mai nato, o per meglio dire, un precursore dell'uomo, diverso dalla scimmia che si è evoluto migliaia di anni fa, insomma, chi potrebbe credere a favole simili?

La realtà la progettiamo noi, e assieme a noi, gli esseri che vivono in questo piano d'esistenza. Senza di noi (intesi come "esseri viventi") la realtà smetterebbe di essere, e l'universo tornerebbe alla sua forma di antimateria, in pratica al nulla originario.

Ah, questo ovviamente se riuscite a credere, o semplicemente ad immaginare il nulla originario.

 



Diamo ora per scontato (giusto durante la lettura di questo testo, poi potrete tornare a credere ciò che vorrete) che la realtà sia distorta a seconda della personalità degli uomini, e che quindi ognuno viva in un certo senso, in un mondo totalmente proprio, considerando questo come fatto constatato e provato, nei limiti del possibile, come potremmo credere possibile la comprensione del prossimo?

 

Se la realtà è per ognuno diversa e personale, questa non è forse un’ulteriore barriera che ci distanzia dai nostri simili? Sì e no. Sì, perché effettivamente è pseudo - impossibile sapere le reali motivazioni e le cause implicite ed esplicite che portano una determinata persona a compiere certe azioni, anche perché queste motivazioni sono spesso legate al vissuto di questa persona, a ricordi, pensieri e considerazioni che non ha esposto con altri al di fuori di se stesso.

Fine della prima parte… (continua)

Un uovo mai nato, da cui nasce qualcosa.

 
08 Ottobre 2008

È solo una strana illusione?

 

    L'amato giorno finisce ormai,
    si spengono il sole, la luna e le stelle
    foreste senz'alberi, oceani senz'acqua,
    i venti senz'aria ed un fuoco freddo,

    non sono mai esistiti,
    uomini ed animali senza carni, ossa o emozioni,
    furono i sogni d'un universo
    che dimentica se stesso,
    ed ora che anch'io mi spengo,
    ugualmente,

    la parola,


    muore.












Quando giunge la notte, e le nostre membra aspirano al riposo del sonno, noi abbandoniamo questo mondo. Non moriamo fisicamente, poiché il nostro cervello continua a mantenere le funzioni vitali stabili e tuttavia in questi attimi, spesso ignari del sonno, è come se smettessimo di essere. C'è la totale mancanza d'azione e di pensiero, e viene quindi da chiedersi dove l'animo sgattaiola in certi attimi fuggevoli di non ricordo.
Recenti studi sostengono che pure i momenti che a noi il mattino paiono esser passati vuoti, siano in realtà stati popolati dai sogni.
Il sogno, oh fuggevole visione d'incanto, anomalia organica che nasce nell'inorganico, come descriverti? I nostri sogni, che siano ultrarealistici, impalpabili, assurdi o terribilmente verosimili, che siano premonitori, visionari o irrealizzabili, ci offrono in vero  significati che a noi spesso paiono nascosti o incomprensibili.

Le antiche civiltà sostenevano che i sogni erano un mezzo attraverso cui gli dei donavano agli uomini fugaci visioni della perfezione, attraverso la quale, i mortali avrebbero dovuto trarre le nozioni basilari per vivere la loro vita nel giusto modo.

Al giorno d'oggi, i sogni paiono più il risultato di un lavoro neuro cerebrale che un messaggio divino e molti sottovalutano il loro significato.
Ma quale sarà il loro vero scopo? E quale il giusto modo di interpretarli ed utilizzarli? Molte sono le possibili risposte a questi interrogativi, e nonostante questo, nessuna sembra soddisfare tutti allo stesso modo. Il mondo dei sogni ci ha aperto le sue porte innumerevoli volte, e noi ancora cerchiamo il modo di valicare la soglia.
Con le moderne tecnologie parrebbe possibile immaginare che un giorno non troppo distante, si tenterà di condizionare i sogni delle persone magari offrendo loro la possibilità di decidere cosa sognare. Pare un' ipotesi folle e fantascientifica ora come ora, ma chissà se i nostri figli la vedranno così.
Ed ora immaginate per un attimo che quel giorno sia arrivato. Che ora mentre sognate potete scegliere se guardare la partita di calcio della vostra squadra del cuore oppure un film interpretato dal vostro attore preferito, imprecando di tanto in tanto per gli spazi pubblicitari sempre più frequenti, a questo punto, ora che anche il sogno, che era una libera fuga dell'anima, è condizionato, ora che il vostro corpo è diventato da mezzo a gabbia, riuscite ancora a ricordare com'era vivere?

Poiché la vita senza sogno non è vita, ed il sogno senza vita è ciò che più temiamo ed invece dovremmo aspettare con ansia.

Il mio non è un invito alla morte, ma il desiderio di una vita senza paure e ricca di sogni meravigliosi...



Quando il respiro si fa lieve, e le palpebre si abbassano, l'oscurità ci avvolge come un ventre materno ed è ora per noi, di iniziare un nuovo viaggio.

Signor Sandman portami un sogno...

 

 
28 Settembre 2008

Sotto una luna blu Gorizia si anima



In occasione dell'evento gastronomico "Gusti di frontiera" Gorizia si è ripopolata. La manifestazione era in preparazione da giorni, e già la scorsa settimana si potevano vedere i camion che trasportavano i materiali per allestire gli "Stand" di cibarie di vario genere.
Mi stupisce vedere la mia città, che solitamente è tanto vuota e solitaria, riempirsi di persone da ogni dove e vedere finalmente tutti quei giovani che solitamente "vivono" tutti i loro giorni all'Ema o in qualche altro bar.
Questo mi fa riflettere, perchè d'altronde... tutte quelle persone, un po' mi sembra di conoscerle... ma sì, sembrano tutte facce note, facce amiche che non si vedevano da tempo,
-Hei tu, dov'eri tutto questo tempo?

-Mah, ero un po' di qua, un po' di là, ma perchè non ci incontriamo mai?

-Boh, non saprei dirti, forse frequentiamo posti diversi...

-Ma che posti frequenti tu?

-Non so, sono un po' di qua, un po' di là...

Questo mi fa pensare... Conosciamo meglio la città, delle persone che ci vivono? Ma non sono le persone a formare una città?
Ogni giorno vediamo passare davanti a noi centinaia di facce, e spesso solo alcune di queste ci sono note, ed anche fra queste facce note, ne conosciamo solo una minima parte bene, mentre per il resto si tratta di conoscenze di vista.
Quanto poco conosciamo le persone che ci vivono attorno? Il postino che salutiamo ogni mattina, il ragazzo delle consegne  che porta la pizza, quella cassiera al supermercato vicino casa... Noi quanto conosciamo queste persone? Relativamente pochissimo.
Le nostre conoscenze spesso sono causate dalle nostre attività. Ad esempio molti considerano fra i loro migliori amici, persone che hanno conosciuto a scuola o al lavoro, o comunque in ambienti di frequentazione comune.
Capita poi che si possano conoscere persone grazie ai propri amici, che c'è le presentano e con cui magari intrecciamo anche solide relazioni, anche se questo già accade con meno frequenza.

C'è poi l'incontro casuale.

Ahhh da parte mia, l'incontro casuale è quanto di meglio si possa chiedere, due persone, che non si conoscono, che non hanno conoscenze in comune, e che non hanno motivo di conoscersi, si incontrano, e per un motivo o per l'altro, iniziano a conoscersi. Magari si scambiano pure indirizzo e numero di telefono, oppure se sono più diffidenti si danno appuntamento ancora per conoscersi meglio, poichè ogni incontro voluto dal caso, è un incontro fortunato.
Quel che conta è non lasciarsi sfuggire le occasioni.
Quando una persona percorre gli stadi che ho precedentemente elencato nei miei vecchi post, ossia, quando questa si libera da ogni qualsivoglia razzismo, pensiero classista e similari cose, quando apre la sua mente alla possibilità di non sapere, e alla voglia di conoscenza, quando aiuta gli altri a proseguire nel loro cammino, senza ostacolarli per paura che ci superino o che ci lascino indietro, quando finalmente si supera il lago di fango e si cammina sulla terra della conoscenza, a quel punto deve saper cogliere le occasioni, e comprende quindi che il suo viaggio...

è appena iniziato...

 
21 Settembre 2008

Liberazione "il lago di fango"

 




Tutti noi, nella nostra esistenza, vaghiamo nel nostro personale lago di fango, che limita i nostri movimenti e ci impone un margine di azione. Questo lago è rappresentato dalla nostra conoscenza e sopratutto dalle nostre certezze, poiché le certezze limitano l'uomo, tanto quanto i preconcetti ed i pregiudizi. Nessuno, nemmeno chi scrive, può dichiararsi completamente estraneo a piccole certezze e pregiudizi, anche di natura insignificante.
Tuttavia, essendo noi tutti esseri umani, non possiamo troppo pretendere da noi stessi, ma nemmeno dovremmo, pretendere troppo poco. A partire dalla nostra cultura, in primis; troppe volte ho visto rovinato l'italiano in frasi da SMS su blog, forum  e siti web, ed ho visto anche, persone che sfoggiavano una cultura letterario-filmico-musicale inesistente, talvolta volendola mostrare come un vanto od una foggia particolare, quando invece l'erudizione dell'arte dovrebbe essere un fatto normale e comune.

In egual modo, il cinismo ed il pessimismo, dei pochi che basano la loro vita sulla scoperta e sulla libera conoscenza, mi lascia perplesso. Certo è che talvolta un eccessivo ottimismo, può risultare a chi non comprende, inopportuno. E nonostante ciò, ritengo da parte mia, che l'eccessiva chiusura in una sfera di apocalittici pensieri non sia poi tanto benevola all'aperto pensatore. Che piuttosto che condividere la propria conoscenza, ne fa un arte personale; un po' per timore di non essere compreso e del giudizio delle masse, un po' per l'egoistica visione di un cammino personale e superiore a quello degli altri.

è vero poi, che ci sono diverse scuole di pensiero, diversi modi di vivere e diverse culture, che influenzano l'individuo. E questo, fino a qualche tempo fa, rendeva maggiormente possibile una diversificazione del cammino personale. Con l'avvento di Televisioni, Radio, Telefoni e soprattutto di internet (mezzi di comunicazione che io comunque ritengo possano essere usati anche a scopi lodevoli e pure di piacevole svago) la cultura si è parzialmente omologata, e questo ha portato a conseguenze negative, ma anche a risvolti positivi. Una delle peggiori conseguenze, è stata la diffusione di messaggi e pensieri, controllati da politicanti, religiosi e non solo. Le informazioni che ci vengono date, spesso vengono prima "passate" attraverso fitte reti, gestite in un modo preciso ed accurato, quasi lodevole, per la sua completezza.
Questo ha dato origine a vari fenomeni, la massificazione, una successiva divisione interna (illusoria). ed una nuova umanizazzione dell'individuo, che cosciente delle informazioni che gli vengono date, e delle fonti, può tentare di creare una propria pagoda, per attraversare il lago di fango, e tuttavia vive ancora il pensiero di antagonismo, verso le altre pagode, ed il tentativo, che spesso finisce malamente, di arrivare alla riva prima degli altri.


La vita non è una gara e quando questo concetto sarà più chiaro alle nuove generazioni, si renderà forse possibile uscire da questo fango che ci avvolge, per camminare assieme o singolarmente, su un terreno solido, verso una verità che saprà meno di certezza, per arrivare a comprendere un concetto che si differenzia da persona a persona, fino ad arrivare, alla completa comprensione, dell'io, e degli altri.

 
16 Settembre 2008

Un walzer nelle quattro dimensioni

 

Tuttavia le dimensioni sono 5, o almeno così si crede.

Potrebbero, sostanzialmente, essercene altre dieci o cento o mille e così via, senza che noi potessimo avere la possibilità di saperlo. è vero anche che si è fatta già molta fatica per autenticare la presenza delle prime 4 e che se ne sta facendo per dimostrare l'esistenza della 5.

Quindi noi viviamo seguendo delle informazioni sommarie, che paiono certe, fino al momento in cui non vengono distrutte da altre informazioni, più recenti. Come confidare nella scienza, quando questa non è che un imprecisa fenice che muore e rinasce dalle sue ceneri? Come possiamo sapere che tutte le informazioni che possediamo ora, non siano solo delle fantasie che verranno elise da qualche giovane pensatore?
Questo vivere così impreciso e sommario, fa sembrare la scienza quasi una religione a se stante, fatta di fede, fede nella scoperta del nuovo. Io ho fede nel fatto che qualcuno possa trovare la cura definitiva al cancro. Io ho fede nel pensiero che qualcuno possa comprendere con estrema certezza e senza dubbio alcuno, la nascita dell'universo conosciuto e la sua storia e il suo futuro. Io ho fede... non vi ricorda qualcosa?

Oggi, a certe persone, pare quasi ridicolo affidarsi ad una religione. Molti, prendono questa fede, come una paura della morte ed una speranza, da parte dei fedeli, che permetta alle loro deboli spoglie, di proseguire fino al termine della loro vita.
C'è anche chi vive sapendo che ora è, e un giorno non sarà più, in nessuna forma. Chi è più pazzo, fra il fedele nella religione, ed il fedele nella scienza? Quanta differenza c'è tra queste due categorie di persone? Sostanzialmente nessuna, se non che entrambi non pensano abbastanza alla loro fede, non si informano, e sono ciechi a tutto il mondo circostante.

I fedeli tuttavia non sono tutti uguali, e per non far di tutta l'erba un fascio, posso dire che esistono persone che studiano e si informano, e scelgono obbiettivamente in cosa credere. E quando si Sa, e si ha chiara la situazione generale, ma soprattutto, quando sì ha totalmente chiara la genesi, l'etica e l'evoluzione della propria personale fede, solo allora si può avere davvero la certezza, di aver scelto conoscendo le altre scelte.


Parlando troppo, e passando di pal in frasca, spero di avervi comunque comunicato qualcosa, che sia bello o brutto, vero o falso, bianco, nero, o in scale di grigie emozioni...

 

 

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